SANTA GIOVANNA ANTIDA (ITA)


INFANZIA

Giovanna Antida Thouret nacque a Long Sancey il 27 novembre 1765; è la primogenita di una famiglia molto cattolica, il cui padre Jean-François Thouret fa il contadino assieme alla moglie Jeanne-Claude Labbé.

Sin da bambina, è cresciuta nella fede dalla mamma che le insegna a pregare, partecipa ai lavori di casa, bada agli animali al pascolo e va a scuola.

NASCITA DELLA VOCAZIONE

Orfana di madre, a appena16 anni, si trova a dover assumere l’incarico della famiglia. Prega allora la Madonna nella chiesa di Sancey di farle da mamma per sempre. Nel 1786, alla domanda di Don Ligier, parroco di Sancey, apre, nella canonica, una classe di catechismo e di lettura, dove insegna oltre al Vangelo le basi della lingua francese ai bambini del paese. Ed è così che nasce la sua vocazione d’insegnante. Giovanna Antida si sente sempre più portata verso una vocazione che le dia la possibilità di aiutare i bisognosi e gli ammalati.

Progetta di abbracciare gli ordini. Ma il padre avvertito delle intenzioni della figlia, si oppone, e cerca di farle cambiare idea; vuole trovarle un marito, ma Giovanna Antida risponde, che se un re la chiedesse per sposa, rifiuterebbe la proposta. Jean-François, uomo di grande fede, finisce coll’accettare la scelta della figlia.

Ed è così che a 22 anni, Giovanna Antida entra nella congregazione delle “Figlie della Carità” fondata da San Vincenzo De Paoli un secolo prima. Alla fine luglio 1787, parte per Langres per poi entrare nella casa madre di Parigi il 1°novembre dello stesso anno.

LA RIVOLUZIONE FRANCESE E LE DURE PROVE

La provincia del Doubs, la cui creazione risale al 1789 è popolata in gran parte di persone affiatatissime alla religione cattolica che sono naturalmente opposte alla politica anti cristiana della Rivoluzione, opposizione che crescerà con la leva in massa delle truppe il 23 Agosto 1793. Tuttavia la minoranza rivoluzionaria “ Les Patriotes” è particolarmente attiva e controlla, con l’appoggio della guardia nazionale, tutte le attività sia politiche che amministrative della popolazione.

Il 31 Agosto1793, 3000 ribelli venuti per la gran parte dai paesi di montagna del “Haut Doubs” sono messi in rotta a Bonnétage; la così detta rivolta della “PETITE VENDEE” finisce in una spietata repressione (esecuzioni sommarie, deportazioni, incarcerazioni…) Tuttora si può vedere nella chiesa di Maîche la lapide commemorativa che onora la memoria dei suoi martiri.

Durante il periodo della Rivoluzione Francese, le “Figlie delle Carità” come gran parte delle religiose, vengono disperse e sono costrette a tornare a casa.

Perciò nel maggio 1794, Giovanna Antida ritorna a Sancey dove vive nella clandestinità, ma di nascosto, vestita in borghese, si dedica all’insegnamento dei bambini, alla cura degli ammalati e partecipa al rifornimento dei sacerdoti refrattari che vivono nascosti nelle grotte di Sancey e di Surmont.

Distribuisce volantini, insegna il vangelo ai bambini e organizza messe clandestine celebrate dai preti refrattari. Don Pourcelot, parroco di Sancey, le dirà: “Signora Antida, provo un forte senso del dovere nei suoi confronti, lei, nella mia parrocchia ha fatto, sia da parroco che da vicario in modo meraviglioso.”

Non volendo rinunciare alla sua vocazione, il 15 Agosto 1795, decide di emigrare con” Les Solitaires” del padre Antoine-Sylvestre Receveur, una comunità errante, con la quale attraverserà la Svizzera e parte della Germania. Ma giunta a Passau, sulle rive del Danubio, il 24 Aprile 1797, sceglie di tornare a casa.

Il 24 Giugno arrivata a Landeron nei pressi di Neuchâtel in Svizzera dopo aver percorso 600 chilometri da sola, incontra due preti francesi che le chiedono di raggiungere Besançon per prendersi cura sia dei bambini che non vanno a scuola, che degli ammalati.

Purtroppo, tornata d’esilio, è presunta emigrata politica, ed è costretta a nascondersi di nuovo. Per 9 mesi vive clandestinamente nel paese di La Grange, in una cantina. A più riprese viene processata e deve comparire davanti al tribunale di Vaucluse; sempre rifiuterà di giurare fedeltà alla” Costituzione Civile del Clero”.

Finalmente, durante il processo tenutosi nel 1798, gli abitanti di La Grange e suo fratello Joachim testimonieranno a suo favore; Giovanna Antida viene così regolarizzata, ottiene un certificato di residenza e un passaporto che le permetterà di rendersi a Besançon et a Vesoul. 

F0NDAZIONE DELLA CONGREGAZIONE

L’11 Aprile 1799 Giovanna Antida apre a Besançon una scuola femminile gratuita e propone di offrire un brodo ai bisognosi. Da maggio a settembre scrive la regola che servirà di base alla fondazione della sua congregazione religiosa. Aiutata da alcune sorelle desiderose di abbracciare il suo ideale di vita, apre nuove scuole e alcune case dove curare gli ammalati.

Il 23 Settembre 1802 accetta la responsabilità di risanare il carcere malfamato di Bellevaux, dove potrà mettere in pratica le sue capacità di educatrice. I prigionieri, in cambio di un lavoro, oltre ad essere sfamati percepiranno un piccolo stipendio. Nel 1807 l’istituto riceve a Parigi il nome ufficiale di “Suore della Carità di Besançon”.

L’8 Maggio 1810, Giovanna Antida parte per Thonon in Alta Savoia con alcune sorelle. Poco dopo, nel novembre dello stesso anno, in seguito alla proposta di Letizia Bonaparte, madre dell’imperatore Napoleone, si trasferisce a Napoli, dove Joachin Murat, cognato dell’imperatore è appena incoronato re.

Viene sistemata nel convento di Regina Coeli e accetta di prendersi cura degli ammalati affetti di malattie incurabili (sono circa 1200) apre inoltre 2 scuole e visita i poveri nelle diverse parrocchie della città. Apre inoltre una scola e una farmacia nell’interno del convento. Il 23 Luglio 1819, papa Pio vii° approva la regola della congregazione che riceve ufficialmente il nome di “Figlie Della Carità Sotto La Protezione di San Vincenzo de Paoli”.

Ma Giovanna Antida è duramente provata dalle difficoltà sorte con l’arcivescovo di Besançon e le sorelle restate in patria. Approfittando dell’assenza della fondatrice, monsignor Gabriel Courtois de Pressigny, gallicano e ultra realista vuole dichiarare indipendente la congregazione francese e prenderne personalmente la direzione.

Giovanna Antida viene in Francia per tentare di ottenere una riconciliazione, ma il tentativo fallisce. Le due comunità, quella francese delle” Suore della Carità di Besançon” e quell’italiana delle “Figlie della Carità Sotto la Protezione di San Vincenzo de Paoli” basata a Napoli, si separano.

Giovanna Antida ritorna a Napoli dove muore il 24 Agosto 1826. Viene dicchiarata beata il 23 Maggio 1926 e canonizzata il 14 Gennaio1934 da papaPio IX°.  In questa occasione sarà costruita dietro la casa familiare di sancey una bella basilica che le è tutt’ora dedicata.

LA CONGREGAZIONE NEL MONDO

Dopo la morte di Giovanna Antida nel 1826, durante l’800, la congregazione già presente in Franche Comté, in Savoia, in Svizzera e in Italia meridionale si diffonderà in altre regioni francesi, in Italia settentrionale e nell’isola di Malta.

Nel 1904 si installa in Libano, poi nel 1909 in Egitto. Durante in XX° secolo aprirà altre case negli Stati Uniti (1932), nel Laos (1934) nel Chad (1962) in Paraguay (1967) in Indonesia (1980) e in India (1999).

Finalmente negli anni 50 avviene la riconciliazione tanta desiderata da Giovanna Antida fra i due rami (italiano e francese) dell’istituto; unione ufficialmente riconosciuta dal Vaticano nel 1998. Le Suore della Carità si dedicano all’insegnamento dei giovani, alla cura degli ammalati, alle visite dei prigionieri, aprono case di riposo per gli anziani, case” dello studente” per i ragazzi lontani dalla loro famiglia e di recente per gli ammalati dell’AIDS.

Oggi il Vaticano stima a circa 2065 il numero delle suore che continuano la loro missione nelle 267 case sparse in 31 paesi su 4 continenti.